Un sito dedicato a San Giovanni Rotondo e alla memoria di Padre Pio non può certo esimersi dal dire la sua riguardo la polemica che si è scatenata intorno alla fine di ottobre, a seguito della pubblicazione di un volume dello storico Sergio Luzzatto.
“Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del ‘900″: questo il titolo del volume di Luzzatto.
Il Corriere della Sera ha pubblicato l’ estratto dal libro di Luzzatto che parla de “Il giallo delle stigmate” e contenente le testimonianze del farmacista di Foggia, dottor Valentini Vista e di sua cugina, la devota ventottenne Maria De Vito.
Il problema – suggerisce Luzzatto - si era presentato al rientro in città della signorina De Vito: «Quando ella tornò a Foggia mi portò i saluti di Padre Pio e mi chiese a nome di lui e in stretto segreto dell’acido fenico puro dicendomi che serviva per Padre Pio, e mi presentò una bottiglietta della capacità di un cento grammi, bottiglietta datale da Padre Pio stesso, sulla quale era appiccicato un bollino col segno del veleno (cioè il teschietto di morte) e la quale bottiglietta io avrei dovuto riempire di acido fenico puro che, come si sa, è un veleno e brucia e caustica enormemente allorquando lo si adopera integralmente. A tale richiesta io pensai che quell’acido fenico adoperato così puro potesse servire a Padre Pio per procurarsi o irritarsi quelle piaghette alle mani».
Come ricorda lo stesso Luzzatto,
“A Foggia, voci sul ritrovamento di acido fenico nella cella di padre Pio avevano circolato già nella primavera di quel 1919, inducendo il professor Morrica a pubblicare sul Mattino di Napoli i propri dubbi di scienziato intorno alle presunte stigmate del cappuccino.”
A queste tremende accuse si aggiungono quelle relative ai rapporti intercorsi tra Padre Pio e le “femmine” che praticavano il suo convento:
Sempre il Corriere riporta le parole di Giovanni XXIII, annotate in data 25 Giugno 1960 su quattro fogli rimasti inediti sino alla pubblicazione del volume di Luzzatto. Ne riportiamo un breve estratto che, tuttavia, è sufficiente a chiarire la gravità delle accuse mosse nei confronti del Santo di Pietrelcina:
«Con la grazia del Signore io mi sento calmo e quasi indifferente come innanzi ad una dolorosa e vastissima infatuazione religiosa il cui fenomeno preoccupante si avvia ad una soluzione provvidenziale. Mi dispiace di P.P. che ha pur un’anima da salvare, e per cui prego intensamente» annota il Pontefice. «L’accaduto—cioè la scoperta per mezzo di filmine, si vera sunt quae referentur, dei suoi rapporti intimi e scorretti con le femmine che costituiscono la sua guardia pretoriana sin qui infrangibile intorno alla sua persona— fa pensare ad un vastissimo disastro di anime, diabolicamente preparato, a discredito della S. Chiesa nel mondo, e qui in Italia specialmente. Nella calma del mio spirito, io umilmente persisto a ritenere che il Signore faciat cum tentatione provandum, e dall’immenso inganno verrà un insegnamento a chiarezza e a salute di molti».
Certo, non spetta a noi giudicare o stabilire la verità sulla vicenda.
Siamo convinti che arrivare a fare maggiore chiarezza sulla storia di Padre Pio sia un atto dovuto nei confronti degli abitanti di San Giovanni Rotondo che lo hanno accolto nella loro terra e nei confronti di tutti i fedeli che hanno mostrato devozione verso il Padre di Pietrelcina.
Di certo, non si potranno cancellare le tracce del passaggio del Santo a San Giovanni Rotondo: la Chiesa Nuova costruita in suo onore, il grande ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” che, oltre a fornire cure e assistenza agli ammalati, ha creato moltissimi posti di lavoro in una realtà economica di piccole dimensioni come può essere quella di San Giovanni.
Staremo a vedere.
Intanto, invitiamo i nostri lettori a commentare la notizia e a fornire le loro prime impressioni.
Giugno 13th, 2009 at 15:36
Padre Pio è Santo, e ci vuole bene. Nulla di diffamatorio lo colpirà. Preghiamolo e le grazie per Lui, il Signore fara’.