Pasqua a San Giovanni Rotondo

San Giovanni Rotondo e le sue strutture ricettive si apprestano - anche con una serie di offerte e proposte che coinvolgono l’ospitalità, gli itinerari e le escursioni organizzate -  ad ospitare turisti e visitatori che vogliono passare il periodo pasquale nella città di Padre Pio da Pietrelcina.

A San Giovanni Rotondo, cittadina garganica che si trova immersa nel bel territorio del verde Parco Nazionale del Gargano, si potranno effettuare pellegrinaggi nei luoghi legati alla vita del santo – come le Chiese dove a operato, la sua tomba e il Museo delle cere di Padre Pio - e prendere parte alle celebrazioni della Settimana Santa, alla Veglia della Messa di Resurrezione e alla Via Crucis.

Si potranno poi affettare escursioni nei territori dei dintorni di San Giovanni Rotondo, negli splendidi paesaggi del Gargano, tra i reperti archeologici di La Curvara e dell’antico Borgo Sant’Egidio, tra gli antichi riti della Settimana Santa pugliese; si potrà approfittare del week end di Pasqua e Pasquetta e conoscere il folclore e la gastronomia di questa terra, in particolar modo i piatti della tradizione e le tipicità culinarie legate alle festività della Pasqua.

Sangiovanni-rotondo.net approfitta per augurarvi Buona Pasqua!

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Il Museo delle Cere di Padre Pio

Festa della polentaIl Museo delle Cere di Padre Pio è stato creato col fine di ricostruire alcune scene che illustrano la vita e l’opera di Padre Pio da Pietralcnina.

Le scene proposte sono 10 e sono ordinate in una significativa successione che raffigura momenti importanti della vita del santo.
Le sculture di cera con figure a grandezza naturale sono inserite in delle efficaci ricostruzioni scenografiche.

Le sculture sono opera dell’artista Cristian Biasci e gli stessi allestimenti sono stati realizzati a Pisa nei laboratori dell’OPUS, una associazione di artisti che ha eseguito l’opera nel 2001.

Il Museo delle Cere di Padre Pio si trova nel centro storico di San Giovanni Rotondo, ospitato nel ristrutturato Palazzo Morcaldi.

Ecco alcune immagini del Museo.
Museo delle Cere di Padre Pio
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Museo delle Cere di Padre Pio
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Museo Delle Cere di Padre Pio
Palazzo Morcaldi (si trova alle spalle del Municipio)
Via Pirgiano, 25
San Giovanni Rotondo – Tel. 0882 459728
Il Museo è aperto tutto l’anno dalle 10 alle 13 e dalle 15,30 alle 16,30.

Il sito del museo è www.museopadrepio.it

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Padre Pio tra parole e pensieri…

Migliaia di persone ogni giorno arrivano a San Giovanni Rotondo per visitare la chiesa di questa meravigliosa perla della religione cristiana, la Casa Sollievo della Sofferenza fatta costruire da Padre Pio in aiuto alle persone malate e bisognose, ma sopratutto chi viene a San Giovanni Rotondo in questo periodo viene a visitare le spoglia del santo, riportate alla luce a partire dai primi giorni del mese di marzo 2008.

Padre Pio ci ha lasciato opere importanti, valori dall’infinita profondità spirituale, pensieri indelebili trasmessi con la sua semplicità ed umiltà.

Le stimmate ricevute sono un altro simbolo di quanto Padre Pio fosse vicino al Signore, segnato da ciò che fece soffrire Gesù in croce e destinato a portare questo dolore spirituale e fisico per il resto dei suoi giorni, ci ha insegnato ad amare il prossimo, ad aiutarlo attraverso la parola di Dio, avvicinandoci a lui ogni giorno.

E’ importante ricordare l’importanza della figura di Padre Pio, un santo umile, buono che oltre a lasciarci parte di se attraverso le opere di bene ci ha lasciato parole e pensieri direttamente dalla profondità del suo cuore, autentiche preghiere rivolte a Dio per noi, per la sua terra e rimaste incise nella memoria.

Il 23 settembre 1968 a San Giovanni Rotondo è morto un santo che ci ha donato la sua anima attraverso i suoi pensieri e le sue parole, dedicandoli alla gente della sua terra:

<<Io ricorderò sempre cotesto popolo generoso nella mia povera ed assidua preghiera, implorando per esso pace e prosperità e quale segno della mia predilezione…>>
(Da una lettera del 12.8.1923 al cav. F. Morcaldi, Sindaco di San Giovanni Rotondo)

Dedicando i suoi pensieri a noi, sacrificandosi a Dio per i nostri peccati:

<<Da parecchio tempo sento in me un bisogno, cioè di offrirmi al Signore vittima per i poveri peccatori e per le anime purganti.>> (Ep.I, p.206)

Attraverso le sue parole di amore ci avvicina a Dio:

<<il bene che noi ci adoperiamo ad arrecare alle anime altrui, risulterà utile anche alla santificazione dell’anima nostra…>> (Ep.II, p.384)

<<L’umiltà e la carità sono le parole maestre, tutte le altre sono dipendenti da esse… L’una è la più bassa, l’altra la più alta. La conservazione di tutto l’edificio dipende dal fondamento e dal tetto…>> (Ep.III, p.588)

Quando andrai a San Giovanni Rotondo oppure quando vi tornerai, guarda il volto del santo ascoltando le sue parole: la tua fede crescerà e tu ti avvicinerai ogni giorno di più a lui.

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Il Segreto di Padre Pio

Antonio Socci, giornalista militante cattolico, pubblica per la Rizzoli un volume dedicato al Santo di Pietrelcina.

“Il Segreto di Padre Pio” è uscito in libreria soltanto ieri e già si parla di un riscatto dell’ immagine del Santo dopo le accuse sollevate dalla pubblicazione del volume di Luzzatto.

Quale sarà la verita su Padre Pio, allora?

Quella dei documenti inediti pubblicati da Luzzatto e quella che viene fuori dalla ricostruzione storica di Socci?

Ecco come descrive Antonio Socci la figura di Padre Pio, il frate che ha rivoluzionato la vita di San Giovanni Rotondo e dei suoi abitanti, attraverso la costruzione di strutture come la Casa Sollievo della Sofferenza che, ancora oggi, testimoniano la vocazione del Santo per i più deboli:

”Ci sono molti misteri nella vita di padre Pio: i miracoli, le grazie concesse, le stimmate, ma anche la persecuzione subita all’interno della Chiesa (anche da parte di personalita’ come padre Gemelli o papa Giovanni XXIII), quasi che il Vaticano (prima di Karol Wojtyla) fosse impegnato in una lotta contro i santi. Questo libro mostra che la vocazione di padre Pio era semplicemente caricarsi del dolore altrui, proprio come Gesu’, e che questa capacita’ di rispondere alla grande domanda sulla sofferenza umana rivela l’eccezionale profondita’ mistica e teologica del santo del Gargano, spesso considerato solo uno strano taumaturgo popolare.”

Come potete notare, Socci non nega che la vita di Padre Pio sia stata densa di misteri o di elementi poco chiari.

Tuttavia, lo storico mette al centro della sua dissertazione la vocazione del Santo, il suo dedicarsi completamente alla cura dei poveri ammalati. Una vocazione testimoniata dalla vita e dalle opere che Padre Pio ha lasciato in eredità alla comunità di San Giovanni Rotondo. Una vocazione testimoniata anche dal grande amore che i fedeli gli hanno mostrato sia in vita sia dopo la morte.

Antonio Socci, con il suo “Il Segreto di Padre Pio” riscatta l’ immagine di San Pio da Pietrelcina, attaccata per l’ ennesima volta da accuse pesantissime che , sembra, non riescono ancora a trovare un valido fondamento.

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La verità su Padre Pio

Un sito dedicato a San Giovanni Rotondo e alla memoria di Padre Pio non può certo esimersi dal dire la sua riguardo la polemica che si è scatenata intorno alla fine di ottobre, a seguito della pubblicazione di un volume dello storico Sergio Luzzatto.

“Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del ‘900″: questo il titolo del volume di Luzzatto.

Il Corriere della Sera ha pubblicato l’ estratto dal libro di Luzzatto che parla de “Il giallo delle stigmate” e contenente le testimonianze del farmacista di Foggia, dottor Valentini Vista e di sua cugina, la devota ventottenne Maria De Vito.

Il problema – suggerisce Luzzatto - si era presentato al rientro in città della signorina De Vito: «Quando ella tornò a Foggia mi portò i saluti di Padre Pio e mi chiese a nome di lui e in stretto segreto dell’acido fenico puro dicendomi che serviva per Padre Pio, e mi presentò una bottiglietta della capacità di un cento grammi, bottiglietta datale da Padre Pio stesso, sulla quale era appiccicato un bollino col segno del veleno (cioè il teschietto di morte) e la quale bottiglietta io avrei dovuto riempire di acido fenico puro che, come si sa, è un veleno e brucia e caustica enormemente allorquando lo si adopera integralmente. A tale richiesta io pensai che quell’acido fenico adoperato così puro potesse servire a Padre Pio per procurarsi o irritarsi quelle piaghette alle mani».

Come ricorda lo stesso Luzzatto,

“A Foggia, voci sul ritrovamento di acido fenico nella cella di padre Pio avevano circolato già nella primavera di quel 1919, inducendo il professor Morrica a pubblicare sul Mattino di Napoli i propri dubbi di scienziato intorno alle presunte stigmate del cappuccino.”

A queste tremende accuse si aggiungono quelle relative ai rapporti intercorsi tra Padre Pio e le “femmine” che praticavano il suo convento:

Sempre il Corriere riporta le parole di Giovanni XXIII, annotate in data 25 Giugno 1960 su quattro fogli rimasti inediti sino alla pubblicazione del volume di Luzzatto. Ne riportiamo un breve estratto che, tuttavia, è sufficiente a chiarire la gravità delle accuse mosse nei confronti del Santo di Pietrelcina:

«Con la grazia del Signore io mi sento calmo e quasi indifferente come innanzi ad una dolorosa e vastissima infatuazione religiosa il cui fenomeno preoccupante si avvia ad una soluzione provvidenziale. Mi dispiace di P.P. che ha pur un’anima da salvare, e per cui prego intensamente» annota il Pontefice. «L’accaduto—cioè la scoperta per mezzo di filmine, si vera sunt quae referentur, dei suoi rapporti intimi e scorretti con le femmine che costituiscono la sua guardia pretoriana sin qui infrangibile intorno alla sua persona— fa pensare ad un vastissimo disastro di anime, diabolicamente preparato, a discredito della S. Chiesa nel mondo, e qui in Italia specialmente. Nella calma del mio spirito, io umilmente persisto a ritenere che il Signore faciat cum tentatione provandum, e dall’immenso inganno verrà un insegnamento a chiarezza e a salute di molti».

Certo, non spetta a noi giudicare o stabilire la verità sulla vicenda.

Siamo convinti che arrivare a fare maggiore chiarezza sulla storia di Padre Pio sia un atto dovuto nei confronti degli abitanti di San Giovanni Rotondo che lo hanno accolto nella loro terra e nei confronti di tutti i fedeli che hanno mostrato devozione verso il Padre di Pietrelcina.

Di certo, non si potranno cancellare le tracce del passaggio del Santo a San Giovanni Rotondo: la Chiesa Nuova costruita in suo onore, il grande ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” che, oltre a fornire cure e assistenza agli ammalati, ha creato moltissimi posti di lavoro in una realtà economica di piccole dimensioni come può essere quella di San Giovanni.

Staremo a vedere.

Intanto, invitiamo i nostri lettori a commentare la notizia e a fornire le loro prime impressioni.

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